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07/08/2018

Sedere al top con la gluteoplastica

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Sedere al top con la gluteoplastica

Inutile negarlo: siamo bombardati dai canoni di bellezza maschile e femminile. Di anno in anno ci hanno indicato varie donne come modelli ideali, tanto che, specie negli stati uniti, c’è stato il triste pellegrinaggio di chi si recava dal chirurgo con la foto della star di turno, esclamando “Voglio il sedere di Jennifer Lopez” o più recentemente “delle sorelle Kardashan”. Questo approccio non solo è sbagliato, ma anche pericoloso: se si segue una moda e non si valuta se effettivamente questa soluzione ci permette di sentirci meglio con noi stessi, rischia di lasciarci scontenti dopo l’intervento e può fare incappare in un disturbo più profondo chiamato dismorfofobia, che non ci farà mai essere contenti di noi stessi.

Se però effettivamente si soffre di glutei piatti, una condizione, in cui una donna può sentirsi a disagio poiché l’abbigliamento accentua ulteriormente questo problema (ad esempio non si possono acquistare i jeans se non in un negozio per bambini), allora la Gluteoplastica può essere risolutiva. 

Che cos’è la gluteoplastica?

E’ un intervento che migliora l’armonia del corpo, prelevando il grasso da altre zone del corpo della paziente e impiantando delle protesi che rimodellano il lato B e si può effettuare anche insieme alla liposcultura . Quelle di ultima generazione, in gel in silicone, hanno una resa migliore nel mantenere la forma nel tempo. Si può fare in anestesia generale con una notte di ricovero in clinica oppure in day hospital in anestesia loco-regionale con sedazione e in assenza di complicazioni dura circa un’ora. Durante l’intervento, il chirurgo impianterà le protesi, all’interno del grande gluteo e poi si aggiunge il grasso precedentemente asportato per dare un contorno più naturale. Il paziente può sedersi già dopo l’operazione e ad una settimana dall’intervento si può tornare al lavoro e dopo un mese dall’intervento si può tornare a praticare sport. 

Ci sono controindicazioni?

Si consiglia di intervenire dopo la maggiore età, quando l’organismo ha terminato lo sviluppo, e di essere molto scrupoloso sui consigli che darà il chirurgo sull’assunzione di farmaci, fumo, alcool e alimentazione, perché saranno fondamentali per evitare complicanze post-operatorie.

 

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