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Ginecomastia caserta

La ginecomastia

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Cosa significa ginecomastia?

Il termine ginecomastia indica l'anomalo sviluppo del tessuto ghiandolare e mammario maschile

Nella maggior parte dei casi la crescita interessa la proliferazione dello stoma e non dei dotti. Può presentarsi in maniera monolaterale o bilaterale, e il conseguente rigonfiamento implica una diminuzione dell'effetto androgenico con la conseguente insorgenza di affinità col seno femminile, ciò comporta notevoli disagi e ripercussioni psicologiche per chi ne soffre. 

È una condizione che non va confusa con la pseudo-ginecomastia, o ginecomastia falsa, ovvero l'aumento volumetrico delle mammelle ad opera di un aumento del tessuto adiposo sottostante (lipomastia).

La diagnosi avviene mediante palpazione, solo in caso di sospetta pseudo-ginecomastica viene prescritta un’ecografia per sciogliere ogni dubbio.

Cause della ginecomastia

Non esiste una causa specifica, spesso si può parlare di predisposizione ma è importante citarne alcune riportate dalla letteratura medica come:

  • La natura genetica
  • Lo squilibrio ormonale: quando il rapporto tra testosterone ed estrogeni tende a sbilanciarsi avviene ciò che comunemente viene definita "crescita del seno maschile".
  • L'assunzione di farmaci: l'eccessivo sviluppo della ghiandola mammaria può dipendere anche dall'uso di steroidi anabolizzanti o farmaci come gli anti-androgeni (usati per curare stadi avanzati di tumore alla prostata), antidepressivi, antiretrovirali ecc...

In alcuni casi è una condizione definibile anche "fisiologica" e quindi si divide in:

  • Ginecomastia neonatale: è possibile che alla nascita il bambino presenti mammelle più grandi della norma a causa degli estrogeni materni. Solitamente tendono a normalizzarsi entro 2-3 settimane dalla nascita.
  • Ginecomastia puberale: gli scompensi ormonali dati dallo sviluppo possono essere causa dell'ingrossamento del tessuto mammario, ma nella maggior parte dei casi regredisce naturalmente col passare del tempo.
  • Ginecomastia senile: è causata da un abbassamento dei livelli di testosterone, compare con l'invecchiamento e i soggetti obesi presentano una maggiore predisposizione a tale condizione.

Trattamenti

Il tipo di trattamento da adottare differisce a seconda della gravità e del tipo di ginecomastia diagnosticata. Nel caso in cui sia relata a squilibri ormonali dati dall'età puberale il disturbo tenderà a scomparire da solo, mentre in altri casi sarà necessario ricorrere a trattamenti farmacologici o chirurgici.

Il trattamento farmacologico prevede solo l'assunzione di anti-estrogeni come il tamoxifene e l'anastrozolo perchè nonostante sia una condizione abbastanza frequente non esistono farmaci specifici.  

Il trattamento chirurgico si pianifica quando lo "scheletro" fibroso ghiandolare resiste alla terapia farmacologia. L'intervento è eseguito in anestesia totale, quindi sarà necessario il ricovero in day-hospytal.

La fase pre-operatoria verranno prescritti esami di routine quali: esami del sangue, elettrocardiogramma, radiografia al torace e, in aggiunta, un'ecografia mammaria.

Se il tessuto da asportare comprende sia quello ghiandolare sia parte dell’epidermide della mammella, si procederà con una lipoaspirazione con seguente rimodellamento dei tessuti; se invece l'ipertrofia è puramente dipesa dalla percentuale di tessuto adiposo, si procederà con una liposizione. Al termine dell'operazione la zona sarà fasciata con apposite fasce elastiche per favorire la rimarginazione dei tessuti.

Il tessuto asportato verrà poi sottoposto ad esami istologici per escludere tracce di cellule tumorali.

Le cicatrici saranno più o meno visibili a seconda del tipo di incisione e di tecnica praticata.

Il decorso post-operatorio prevede il riposo nelle successive 48 ore e sforzi limitati nelle prime settimane.

I risultati sono permanenti, tuttavia l'asportazione incompleta della ghiandola determina una recidiva nel 10-15% dei casi.

Specialista in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica

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